Che ultimamente MLB e MLB Players Association non stiano vivendo un periodo sereno è un dato di fatto. L'attuale CBA (collective bargaining agreement), in vigore dal 1° dicembre 2016 e stipulato dopo una lunga serie di trattative e riflessioni tra la squadra di Rob Manfred e quella di Tony Clark, scade tra poco meno di due anni (1° dicembre 2021) e all'orizzonte non si vede un cielo sereno, ma una situazione che minaccia tempesta e che, se non risolta, promette di tradursi nella possibilità del primo sciopero dal 1994-1995.

Il punto più importante di disaccordo è quello economico, con l'unione dei giocatori scontentata da un aumento dei guadagni della lega che però non si è tradotto in un aumento dei salari, ma, al contrario, in una diminuzione dei salari medi già nel 2018 ed in un allungamento esasperante della free agency (basti prendere ad esempio Bryce Harper, Dallas Keuchel e Craig Kimbrel, ancora alla ricerca del miglior contratto possibile). Questo, secondo i giocatori, perché Manfred difende l'interesse dei proprietari che non hanno più intenzione di (stra)pagare gli over 30 preferendo invece sfruttare il salario minimo delle giovani stelle che non hanno modo di contrattare il proprio compenso se non dopo i primi tre anni di contratto, quando a venire in loro incontro è l'arbitrato salariale. Jake Arrieta è stato uno dei primi, ad inizio gennaio, poco prima delle battute conclusive delle udienze di arbitrato, a dare inizio alla battaglia cercando di sensibilizzare i giovani giocatori al tema con un "sarete i prossimi" dal suo profilo Twitter ed invitandoli a non credere alle promesse di futura ricchezza provenienti dai proprietari e ad unirsi alla lotta portata avanti dai più "anziani".

Quello economico tuttavia non è l'unico terreno di scontro tra le due parti. La MLBPA sembra non gradire del tutto anche alcune idee del Commissioner Rob Manfred, sempre votato ad una velocizzazione del gioco al fine di rendere sempre più appetibile il baseball alle televisioni e soprattutto alle nuove generazioni, che al baseball preferiscono sempre di più NFL e il calcio, che da diverso tempo ormai vive negli States una impennata di gradimento tra i "millennials".

Tra le più contrastate idee di Rob Manfred c'è l'introduzione del pitch clock. Ormai una norma nelle minors, il pitch clock è stato introdotto a partire da quest'anno anche in incontri di spring training con la speranza di estenderlo nel breve tempo anche in MLB. Lo strumento proposto da Manfred però non piace ai giocatori (e in particolare ai lanciatori) e sembra addirittura trovare l'opposizione unanime di tutta la MLB Players Association.

Ma Manfred non molla e dopo una lunga serie di proposte e controproposte, ieri ha fatto pervenire a Tony Clark una nuova proposta che potrebbe trovare il favore del sindacato dei giocatori e che vedrebbe il pitch clock venire introdotto dopo almeno il 2022, quindi dopo la contrattazione del nuovo CBA.

In questa proposta la MLB cerca di strizzare l'occhio alla controparte ed inserisce per il futuro anche un aumento dei roster da 25 a 26 giocatori con un massimo di 13 lanciatori; un minimo di 3 battitori da affrontare per lanciatori; l'introduzione di una trade deadline unica per il 31 luglio e quindi la soppressione del periodo di waiver. Della proposta presentata da Manfred fa parte anche una restrizione nell'utilizzo di position player come lanciatori. Secondo questa proposta, ad inizio stagione ogni giocatore deve essere designato o come giocatore di posizione, o come lanciatore. Unica eccezione viene fatta per i cosiddetti "two-way players" (es: Ohtani), giocatori con almeno 20 inning da lanciatore e 20 partite da titolare come giocatore di posizione.

È L'ORA DEI "ROBO-UMPS"? L'innovatore Rob Manfred non si ferma soltanto al pitch clock. È notizia di ieri che la MLB e la lega indipendente Atlantic League hanno stretto un accordo triennale che permette alla MLB di usare l'Atlantic League come banco di prova per alcuni esperimenti. Con questo accordo infatti la MLB può modificare il regolamento di gioco della Atlantic League per analizzare gli effetti di questi in vista di un futuro inserimento in MLB. I più importanti esperimenti che la MLB vuol analizzare sono l'arretramento del monte di lancio e l'utilizzo del sistema Trackman radar per chiamare ball e strike.
L'arrivo di Trackman in Atlantic Leage è una grande notizia per la Lega Indipendente. Lo strumento verrà installato dalla MLB e permetterà alle square di MLB di avere immediatamente informazioni su ogni singolo lancio o palla messa in gioco, migliorando così anche il processo di scouting.

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