E così una delle due telenovelas che ci hanno tenuti con il fiato sospeso sin dalla fine della World Series si è conclusa con un tweet del giornalista ed esperto Jeff Passan. Manny Machado ha scelto, tirandosi finalmente fuori dalla free agency a pochi giorni dall'inizio delle partite di spring training, scatenando un misto di sdegno e sorpresa per la quantità di zeri messi in tasca (300 milioni spalmati per 10 stagioni ed una clausola di uscita dal contratto prevista dopo il quinto anno) e per la squadra con la quale ha preferito accasarsi (i San Diego Padres), lasciando soprattutto i Chicago White Sox, i quali si erano preparati firmando Jon Jay (uno dei migliori amici di "Hakuna Machado") ed acquistando dagli Indians il marito della sorella (Yonder Alonso), con l'amaro in bocca. I due ambasciatori e l'assegno (pesante, ma non quanto quello avallato da Ron Fowler, il proprietario dei Friars) proposto dalla franchigia di Chicago Sud non sono bastati a convincere Machado, che ad una AL Central più abbordabile ha preferito una NL West sicuramente più fuori portata (per ora), accontentandosi di giocare in un clima più simile a quello della sua Miami piuttosto che al freddo ed al vento della Windy City.

La decisione di Manny Machado ha spiazzato un po' tutti. In pochi si aspettavano che avrebbe scelto una squadra ancora (ripetiamo, per il momento) lontana dal competere come i Padres. I White Sox pensavano di essere in pole position, e molti avrebbero volentieri visto l'ex Orioles in pinstripes (anche se gli Yankees non sono mai apparsi seriamente convinti dell'idea di investire così tanto sul 26enne di Hialeah) o con addosso la divisa dei Philadelphia Phillies, i quali invece hanno Bryce Harper nel mirino e nei pensieri.

300 MILIONI - Un secondo dopo l'annuncio ufficioso (di ufficiale, infatti, non vi è ancora nulla) in molti, specialmente sui social network, hanno storto il naso. "Machado ha preferito la condizione di milionario alla sua carriera sportiva", la preoccupazione degli appassionati secondo i quali 300 milioni sarebbero troppi. Ma è così che va il mercato. Nell'offseason 2015-2016, dopo una stagione da record, l'allora 32enne Zack Greinke è uscito dal contratto con i Los Angeles Dodgers per strappare agli Arizona Diamondbacks un contratto da 206 milioni e mezzo di dollari per sei stagioni, per una media di quasi 34 milioni e mezzo di dollari stagionali. Due anni prima il 30enne Max Scherzer aveva approfittato della free agency per firmare un contratto di 210 milioni di dollari (più un bonus alla firma di 50 milioni) per sette stagioni mentre nello stesso anno il 31enne Robinson Cano, dopo aver provato a cercare un contratto da 300 milioni per 10 anni, si accontentò di 240 milioni dai Mariners per la stessa durata. Recentemente, più o meno alla stessa età di Machado, anche Giancarlo Stanton, con un rinnovo di contratto, è riuscito ad entrare nel club dei "super milionari", strappando ai Marlins la cifra di 325 milioni garantiti per 13 stagioni oltre alla possibilità di uscire dal contratto dopo il 2020.

Se questa è la tendenza attuale, non è vero che 300 milioni di dollari per Machado sono troppi. A 26 anni Machado porta infatti in dote una esperienza che in pochi della sua età possono vantare. Ha già giocato (con gli Orioles prima, con i Dodgers poi) in partite importanti, sa coprire due dei ruoli più importanti (terza base e interbase), difende in maniera eccellente l'"hot corner", è versatile grazie al suo atletismo e, ma non c'è bisogno di dirlo, è uno dei migliori battitori in circolazione. Anche se i suoi numeri potrebbero essere stati gonfiati da Oriole Park e più in generale dagli impianti della AL East, Machado può vantare a suo nome 175 fuoricampo in 926 partite giocate nell'arco di 7 stagioni tra Baltimore e Los Angeles dove in ognuna delle ultime quattro stagioni ha battuto sempre più di 30 dingers. Inoltre, Machado vanta una media vita di .282/.335/.486 e 30 punti di fWAR complessivi oltre a ben 4 convocazioni all'All-Star Game.

COME SARANNO I PADRES - L'"effetto Machado" è già presente, basti pensare che nelle ultime ore le principali ricerche su FanGraphs hanno riguardato i compagni di squadra Eric Hosmer, Wil Myers, Luis Urias e Franmil Reyes, oltre ai prospetti Fernando Tatis Jr, Chris Paddack e Mackenzie Gore. La curiosità cresce, e l'acquisto di Machado causerà sicuramente una impennata nel payroll (mantenuto il più basso possibile negli anni post Justin Upton e Matt Kemp), ma porterà potenzialmente maggiori presenze allo stadio e incrementi nella vendita di merchandising. Inoltre aprirà ai Padres nuovi orizzonti. La squadra di San Diego non ha mai vinto una World Series, manca dai playoff dal 2006 e, a causa di strategie che non hanno pagato, ha avuto solamente due stagioni vincenti (2007 e 2010) nelle ultime 11. Manny Machado, che probabilmente tornerà a ricoprire in maniera stabile la terza base, si aggiungerà ad un lineup già composto dal prima base Eric Hosmer, dal jolly Wil Myers, i giovani Hedges e Franchy Cordero e dal sempreverde Ian Kinsler, che prenderà sotto la propria ala protettrice Luis Urias ed il top prospect Fernando Tatis Jr. E sono proprio i prospetti il punto di maggiore forza dei Padres: il ricevitore Francisco Mejia, i lanciatori Joey Lucchesi, Eric Lauer, Luis Perdomo, Logan Allen, Jacob Nix e Chris Paddack, gli interni Ty France ed Javy Guerra sono tutti giovani e interessanti elementi pronti a dare una mano sin da subito oppure a stagione in corso, in attesa della fioritura del tanto atteso Anderson Espinoza, Luis Torrens e soprattutto di Olivier Basabe. I Padres hanno a disposizione il miglior farm system della MLB e ancora molto spazio salariale che potrebbe essere utilizzato in futuro per migliorare la rotazione, decisamente fragile, sia attingendo al mercato dei free agent che a quello degli scambi sfruttando proprio il farm system.
Il problema dei Padres è proprio la rotazione perché se il lineup appare già competitivo (ovviamente non al livello delle grandi squadre del campionato) e se il bullpen può vantare al proprio interno alcuni elementi di valore, la rotazione è ancora troppo acerba, manca l'esperienza che avrebbe potuto dare Garrett Richards (salterà tutto il 2019 per via della Tommy John Surgery) e soffre l'assenza di un vero e proprio asso, mancanza alla quale si può ancora rimediare. Gente come Dallas Keuchel, Ervin Santana e Gio Gonzalez è ancora libera e sebbene non siano, per carta d'identità, propriamente profili da Padres, potrebbero servire per dare qualità ed esperienza al reparto di Andy Green.

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