Mentre il mercato rimane in una condizione di stallo inquietante a causa del continuo gioco a ribasso delle franchigie nei confronti dei giocatori, emergono alcune possibili novità nello svolgimento delle partite nel 2019.

Da un articolo su The Athletic di Ken Rosenthal, infatti, si parla di due proposte, una da parte degli uffici del Commissioner della MLB Rob Manfred e l'altra della MLB Players' Association, capeggiata da Tony Clark

La prima proposta rivolta dai vertici della lega all'associazione dei giocatori risalirebbe al 14 gennaio e comprenderebbe alcuni aggiustamenti al regolamento di gioco, tra cui l'obbligo per un lanciatore di affrontare almeno tre battitori.

Riguardo questo punto, bisogna dedicare una premessa. Senza dubbio, l'obiettivo resta quello di velocizzare le partite, evitando come la peste. Ma non sarebbe l'unica ricaduta.

Con l'introduzione dell'opener da parte dei Tampa Bay Rays quest'anno e il caso estremo dell'unico battitore affrontato dal partente Wade Miley in gara 5 della NLCS fra Brewers e Dodgers, la MLB limiterebbe l'esasperazione della tattica nelle partite. L'introduzione di questa nuova norma cambierebbe lo sviluppo e la gestione delle partite, perchè il ruolo di rilievo "specialista" contro gli avversari mancini o destrorsi, introdotto negli anni '80 da Tony LaRussa, verrebbe oscurato. Si ridurrebbero sensibilmente le situazioni di platoon (lanciatore mancino contro battitore mancino e lanciatore destrorso contro battitore destrorso) e i pitcher sarebbero costretti ad essere competitivi contro tutti i tipi di battitori. 

I rilievi hanno affrontato meno di tre battitori nel 14.1% dei casi l'anno scorso, una percentuale che è rimasta simile nell'arco degli ultimi tre decenni. Eliminare questa porzione di inning degli "specialisti" potrebbe, secondo alcuni, ridare valore alla figura del partente, mentre altri pensano che la norma limiterebbe le opzioni a disposizione dei manager durante le partite.

Con una riduzione delle situazioni di platoon potrebbe calare anche il numero di strikeout, in costante aumento negli ultimi 11 anni, e aumentare il dinamismo del gioco, perchè più giocatori avrebbero spazio di mostrare le proprie doti atletiche, oltre che tecniche. 

La Players' Association non si è opposta del tutto a questa proposta, ma avrebbe chiesto, secondo l'articolo di ESPN, di rinviare tale applicazione al 2020.

Se da un lato non si conoscono altri dettagli di quanto proposto dall'entourage di Rob Manfred, si sa che venerdì scorso la MLBPA ha rilanciato con un'altra proposta, in cui non solo si tratta dell'utilizzo dei lanciatori, ma anche la manipolazione del service time da parte delle franchigie per garantirsi un anno di contratto in più dei propri giocatori di prospettiva, una penalità nel Draft per chi non raggiunge un determinato numero di vittorie e - udite, udite - il battitore designato anche nella National League già a partire dal 2019. Per inciso, Rosenthal ha riportato le parole di Manfred secondo il quale l'introduzione del battitore designato "universale" è stata proposta ormai da trent'anni dal sindacato dei giocatori. 

Inoltre, secondo quanto riporta Jeff Passan da ESPN, altri punti di discussione riguarderebbero una trade deadline prima dell'All-Star break, uno studio per valutare l'abbassamento del monte di lancio e una regola per consentire ad atleti che praticano due discipline diverse di firmare un contratto di Major League e non di Minor League (il riferimento a Kyler Murray è lampante). 

Dunque, è arrivato finalmente un piccolo scossone nelle trattative fra MLB e MLBPA in cerca di un compromesso per migliorare il gioco. Nelle prossime settimane, fra l'incontro fra i proprietari di questa settimana e i primi raduni di Spring Training, altri dettagli saranno trattati con la speranza che si trovi un accordo.

Qualora non si trovasse, il contratto collettivo (il Collective Bargaining Agreement) firmato due anni fa consente al Commissioner Rob Manfred di introdurre unilateralmente nuove misure da applicare nella prossima stagione. Secondo le fonti citate da Ken Rosenthal, le modifiche sarebbero il cronometro dei 20 secondi fra un lancio e un altro (resta ancora da capire se il cronometro sarà attivato anche con i corridori in base), la riduzione del numero di visite sul monte da 6 a 4,  la regola del tie-break negli extra-inning delle partite di Spring Training e nell'All-Star Game, che prevede la presenza dall'inizio della ripresa di un corridore in seconda (come accade nel softball), e, dal 2020, la possibile espansione del roster da 25 a 26 giocatori e la riduzione delle rose da 40 a 28 giocatori a settembre. 

In più, fra le indiscrezioni degli ultimi da parte della stampa associata, si vociferava anche di un ritorno ad una disabled list di 15 giorni e ad un allungamento del periodo obbligatorio dei giocatori spediti nelle leghe minori da 10 a 15 giorni. Ma nessuno sviluppo è giunto a riguardo.

Insomma, dopo un mese di gennaio gelido, l'avvicinamento alla primavera potrebbe portare novità sul futuro del gioco. Novità non solo sul piano competitivo con le "aste" per Harper e Machado, ma anche dal punto di vista dei regolamenti. Si tratta di una gara che si svolgerà fra uffici, telefonate e trattative e che probabilmente si concluderà quando la primavera avrà già preso il sopravvento e i giocatori saranno scesi in campo per preparare una misteriosa stagione 2019.

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