Gli Atlanta Braves vincitori della NL East nell'ultima stagione hanno aggiunto al proprio roster l'MVP del 2015 in American League, ma sarà veramente il colpo giusto per aggiungere un altro tassello ad una stagione da 90 vittorie?

Che Donaldson arriva nella città di 'Gone with the Wind'?

Negli ultimi due anni la superstar del quadriennio 2013-16 che con le casacche di Athletics e Blue Jays aveva saltato appena 19 gare di regular season su 648 totali (97% di presenze) si abbattuta contro la crisi degli -enta, che l'ha visto prendere parte a al 51% delle partite della propria squadra – Blue Jays e Indians negli ultimi due mesi di 2018. Ad affliggere il giocatore, che tra pochi giorni compirà 33 anni, sono stati perlopiù problemi di natura muscolare (polpaccio), ma a Josh Donaldsonpreoccupare realmente per il futuro è stata la diagnosi ottenuta all'inizio di quest'anno della “dead arm syndrome”, potenzialmente limitante per un terza base che – pur senza nessun Golden Glove in bacheca – si è sempre dimostrato una sicurezza all'hot corner, almeno fino al regale 2015. Il suo rendimento difensivo potrebbe essere un fattore determinante: guardare le statistiche del 2018 sarebbe un lavoro pressoché inutile viste le pochissime partite giocate da Donaldson, ma risulta chiaro come già del 2016 – quando per medie offensive poco aveva da invidiare a Mike Trout e Mookie Betts – il lavoro con il guantone aveva già perso molta efficacia rispetto al magistrale anno precedente: appena il 40% di riuscita su giocate considerate con una percentuale di cinquanta/cinquanta sulle possibilità di completare l'eliminazione (57.1% nel 2015), Range Runs quasi dimezzate (da 9.5 a 4.9) e UZR/150 divenuto praticamente un terzo (da 9.2 a 3.6). L'unica soluzione attuabile da un team di National League normalmente sarebbe quella di spostare il terza base in prima, dove Donaldson ha però giocato pochissimo in carriera (18 riprese totali, 2 errori) e si troverebbe di fronte il totem della squadra, fresco vincitore di Golden Glove Award e Wilson Defensive Player of the Year: Freddie Freeman.

E' chiaro dunque che il contratto annuale da $23M (medesima cifra percepita nel 2018) che lo rende il Brave che più guadagnerà nel 2019 Donaldson dovrà guadagnarselo a suon di battute, fase del gioco che mai ha fatto mancare. Per quattro stagioni consecutive sopra i 90 RBI e nelle ultime quattro sopra i .350 di OBP il giocatore di Pensacola, Florida, è sempre stato una sicurezza, con statistiche da slugger “moderno” in un gioco in cui arrivare in base spesso è la fase più importante: 182 fuoricampo in 883 partite giocate, 551 RBI totali ed una triple slash line di .275/.367/.507 che, a differenza delle statistiche difensive, non ha subito un crollo tanto netto nelle ultime annate.
Costantemente sopra l'82% per palline battute in modo da impegnare seriamente le difese avversarie, negli anni Donaldson ha imparato a colpire con frequenza anche in campo opposto, mentre l'unico aspetto leggermente critico è l'aumento di strikeouts subiti negli ultimi anni, che hanno anche peggiorato le sue medie per O-Swing% (percentuale di contatto con lanci fuori dalla zona di stirke, 62.2%) e per Z-Swing% (percentuale di contatti con lanci nella zona di strike, 83.1%).

Quali Braves sono pronti ad accogliere un ex-MVP?

Tutte le incognite che avvolgono la figura di Donaldson si trasformano invece in certezze quando si passa a parlare dell'altro lato della trattativa: gli Atlanta Braves ai nastri di partenza del 2019 sono una squadra giovane guidata in panchina dal MoY 2018 Snitker, in campo dal RoY Acuna Jr. ed il già citato Freeman. Approfittando dello scivolone dei Nationals si sono assicurati il primo titolo divisionale dal 2013 prima di venire eliminati dai Dodgers nella Division Series per 3-1, esattamente come cinque anni fa, ma con più sensazioni positive che altro.

La squadra con la seconda miglior media battuta in National League (.257, dietro di un solo millesimo di punto ai Cubs) e con la terza miglior percentuale di strikeouts (20.6%) ha però sofferto in un particolare, ovvero la voce home runs: nell'anno in cui gli Yankees hanno stabilito il record all-time per fuoricampo battuti in una singola stagione (267) , Atlanta è stata la seconda peggior squadra qualificata ai playoff per long shots (175, peggio di loro solo i Cubs con 167). In tre hanno superato quota 20 (Acuna Jr, Albies e Freeman) e a loro si aggiunge il solo Camargo se si abbassa l'asticella a 15. Troppo pochi anche i soli due nomi con 90+ RBI (Freeman, Markakis) per una squadra con ambizioni da pennant.
Ecco allora il contesto perfetto in cui si può inserire un giocatore che nel 2017 ha colpito 33 fuoricampo in appena 113 partite giocate, e che in totale ha scollinato oltre quota 30 per tre stagioni consecutive (l'unico ad aver raggiunto una quota simile presente nell'attuale lineup dei Braves è Freeman, 34 nel 2016). Un uomo con queste caratteristiche ed uno swing pulito come Donaldson potrebbe essere il giusto mentore per un ragazzo come Austin Riley, buon prospetto offensivo nel ruolo di terza base ma ancora troppo propenso agli strikeouts.
La certezza con cui l'ex-A's e Jays si presenterà allo Spring Training è la concorrenza con il giovane panamense Johan Carmago nell'hot corner: nell'eccezionale stagione difensiva dei Braves Carmago ha ottenuto statistiche sopra la media rispetto allo standard MLB, e ha sorpreso in positivo per le medie offensive: in appena 134 partite in Major League ha eguagliato il numero di fuoricampo battuti in sei anni di Minors (19). Il ragazzo che con Donaldson, oltre che ad una maglia da titolare, condivide (quasi) anche il compleanno e che spegnerà 25 candeline a breve potrà beneficiare della presenza del tre volte All-Star per dare continuità al suo exploit offensivo, nonostante – inevitabitabilmente – avrà a disposizione meno chances nell'arco della stagione.

Gli Atlanta Braves trovano dunque un pezzo mancante del proprio puzzle con un Josh Donaldson che potrà portare – insieme al grande ritorno di Brian McCann – quell'esperienza e potenza che hanno abbandonato la squadra di Snitkel sul più bello. La mossa per aggiugere età ad un dugout esplosivo ma inesperto sembra molto simile a quella effettuata nella stagione 2017 dagli Astros con McCann (che qua ritorna immischiato), Beltran e Verlander (in estate); in questa circostanza l'arrivo è quello di un giocatore capace ancora di dare ancora molto in campo e non ormai sul viale del tramonto come Beltran.
In una piazza serena e florida come Atlanta che gli dà fiducia (ben tramutata sottoforma di milioni di dollari, che la dirigenza può ben permettersi di investire), inoltre, potrebbe trovare gli stimoli giusti per rilanciarsi dopo due anni di infortuni e rilanciarsi, ormai all'alba dei 33 anni, verso nuove prospettive.

Christian YelichA poche settimane dall’Opening Day i Miami Marlins ed i Chicago White Sox ottengono importanti firme da membri fondamentali per l’outfield delle due squadre, ovvero Christian Yelich e Adam Eaton.

Per Yelich è arrivato l’accordo con la franchigia della Florida che lo legherà a Marlins Park per i prossimi 7 anni, con un’opzione aggiuntiva per il 2022.
Il 23enne esterno californiano aveva da poco firmato il contratto (al minimo salariale di 0.57M) per la stagione 2015, mentre con questo nuovo accordo il club della NL East verserà nelle tasche del giocatore un totale di $49.57M nei prossimi 7 anni con $15M garantiti nel caso decidesse di rimanere a Miami anche nel 2022 ed un buyout di $1.25M.
Dopo l’estensione di contratto faraonica data a Stanton i Marlins si garantiscono così un altro tassello importante nel giovane reparto esterni che fa ben sperare per il futuro anche visto il positivo 2014 di Yelich (.284/.362/.402 con 9 HR, 54 RBI, 21 SB e una fWAR di 4.3).

Più o meno contemporaneamente qualche chilometro più a nord anche Adam Eaton ha prolungato il suo contratto con i Chicago White Sox fino 2019, con la possibilità di vestire in black&white anche per le due stagioni successive.
Come successo a Yelich anche Eaton aveva firmato il contratto al minimo salariale per partecipare allo Spring Training, mentre dopo qualche incontro con il GM Rick Hahn è stata annunciata la notizia di un rinnovo per ulteriori 5 anni.
L’esterno 26enne che viene da una grande stagione offensiva (.362 di OBP con BABIP di .356) guadagnerà $23.5M in questo periodo che saranno suddivisi in questo modo: $0.85M (2015), $2.75M (2016), $4M (2017), $6M (2018), $8.4M (2019), mentre avrà la possibilità di garantirsi due “pagnotte” rispettivamente da $9.5M e da $10.5 nelle stagioni 2020 e 2021 in virtù della club option (il buyout in entrambe le stagioni è fissato a $1.5M).

Foto: zimbio.com

Come ogni anno le ultime ore che precedono la non-waiver trade deadline, il cui termine è fissato per questa sera alle 22 ore italiane, sono le più caotiche del mondo MLB. Tutte le squadre con ambizione di postseason si muovono, mentre quelle ormai tagliate fuori da ogni discorso cercano in tutti i modi di agguantare qualche prospetto per poter rilanciare le proprie ambizioni negli anni a venire. Mentre la luna piena sorgeva sopra i cieli italiani i vari managers si sono dati da fare per imbastire le prime trades dell'ultima, decisiva, giornata. Ecco tutte le mosse.

Partiamo con gli Houston Astros che, dopo tanto cercare, hanno finalmente trovato il loro nuovo closer: dai Toronto Blue Jays arriva infatti il 23enne messicano Roberto OsunaRoberto Osuna, che in nemmeno quattro stagioni in terra canadese ha raggiunto quota 109 salvezze nonostante la giovanissima età.
In una sorta di scambio tra closer i Blue Jays ricevono in cambio Ken Giles, che nei suoi due anni e mezzo agli Astros non è mai riuscito ad imporsi ai ritmi che aveva mostrato con la casacca dei Phillies, perdendo progressivamente fiducia da parte del manager Hinch.
Osuna in questo 2018 sta vivendo la stagione più complicata della sua carriera, a causa di una sospensione per violenza domestica (denuncia per la quale sta tutt'ora procedendo l'iter giudiziario) che gli ha permesso di lanciare solamente 15.1 riprese, ottenendo 9 salvezze e subendo 5 punti. Gli Astros potranno averlo a disposizione solamente dal 5 agosto.
Oltre a Giles ai Blue Jays sono andati anche il lanciatore classe '96 Hector Perez, attualmente in AA, e David Paulino, che ha già effettuato un breve stint in Major League le passate stagioni.

I Seattle Mariners si sono mossi sul fronte lanciatori ed hanno acquistato dai Minnesota Twins il mancino veterano Zach Duke, reinventatosi rilievo e a 35 anni ancora piuttosto utile: 37.1 IP, 3.62 ERA, 2.68 FIP, 39-15 K-BB. Al suo posto i Mariners hanno ceduto il lanciatore destrorso Chase De Jong e l'interno di minor league Ryan Costello. Il contratto di Duke fino a fine stagione peserà sui conti dei Mariners $683K.

Un altro arrivo nella Emerald City, questa volta in cambio di $1.25M di bonus per le firme internazionali, è quello del destrorso classe '87 Adam Warren, in forza ai New York Yankees.
Warren in questa stagione ha lanciato 30 inning, subendo 9 punti e accumulando un K-BB ratio di 37-12, in quella che è una delle migliori stagioni della sua carriera.

Per completare una sorta di trade a tre squadre gli Yankees hanno acquistato dai Twins il 31enne destrorso Lance Lynn, vincitore di un titolo nel 2011 e All-Star l'anno seguente. In 20 partenze in questo 2018 ha ottenuto un record di 7-8, 5.10 ERA, 4.72 FIP, 8.79 K/9, 5.45 BB/9 per una fWAR di 0.7. Benché abbia quasi sempre giocato partente, ad eccezione della sua prima stagione tra i professionisti, gli Yankees hanno annunciato che sarà utilizzato prevalentemente nel bullpen.
Nel Minnesota arriva in cambio il prima base 26enne Tyler Austin, che in Major League ha giocato un totale di 85 partite mostrando un'attitudine da correggere verso gli strikeouts (39.6%), e il lanciatore destrorso classe '98 Luis Rijo.

Si muovono anche gli Atlanta Braves, che ottengono Adam Duvall dai Cincinnati Reds in cambio di tre giocatori tutti con esperienza in MLB: i lanciatori Matt Wisler e Lucas Sims insieme all'esterno Preston Tucker.
Duvall, 29 anni, si è messo in luce come slugger, scollinando in due stagioni sopra quota 30 fuoricampo e mantenendo una media di uno strikeout subito ogni tre turni di battuta (27.1%). Nel 2018 sta facendo un po' più fatica, avendo giocato 105 partite con 15 fuoricampo, 61 RBI ed una triple slash line di .205/.286/.399. Il suo arrivo, per via dell'arbitrato a fine stagione, potrebbe garantire un buon rimpiazzo tra gli esterni per i Braves nel caso in cui Nick Markakis dovesse andare via come free agent.

Importante arrivo per i Boston Red Sox, che ottengono il 36enne seconda base Ian Kinsler dai Los Angeles Angels insieme ad una cash consideration di $1.83M in cambio dei lanciatori di minor league William Jerez e Ty Buttrey.
Kinsler, che sarà free agent a fine stagione, risolverà un gravoso problema nella formazione dei Red Sox, ovvero quella posizione lasciata vacante da un infortunato Dustin Pedroia. Quest'anno con gli Angels ha battuto .239/.304/.406, 13 HR, 32 RBI in 91 partite, guadagnando 30 basi su ball e subendo solo 40 strikeouts. Lontano dai tempi d'oro con la casacca dei Rangers, Kinsler potrebbe comunque rivelarsi un importante ingranaggio nel meccanismo perfettamente funzionante di Boston.

Nell'ultima mossa della nottata i Pittsburgh Pirates portano sulle sponde dell'Allegheny il lanciatore destrorso 25enne Keone Kela, in forza ai Texas Rangers.
Il rilievo di origini hawaiane nel 2018 ha lanciato 36.2 riprese, subendo 14 punti, 1.15 WHIP, 44-14 K-BB confermando la sua tendenza ad essere uno strikeout pitcher.
Al suo posto i Rangers ricevono in cambio il mancino Taylor Hearn ed un giocatore non ancora annunciato.

L'attenzione ora si sposta sulle ultime ore di mercato: i nomi più caldi da seguire sono quelli di Chris Archer, Brad Ziegler (molto vicino ai Cubs) e, soprattutto, Bryce Harper.

Foto: spokesman.com

Mentre la stampa sportiva italiana e non solo si interroga su quale sarà il futuro di Cristiano Ronaldo, sempre più a tinte bianconere, negli Stati Uniti è un'altra la superstar con il “mal di pancia” pronta a prendersi i titoli d'apertura dei principali network lasciati vuoti dopo la firma di LeBron James con i Lakers (basket) e di John Tavares con i Maple Leafs (hockey). Stiamo parlando di Manny Machado, la stella dei Baltimore Orioles che quest'oggi compie 26 anni e che sembra sempre più lontano dal Maryland prima della trade deadline.

Il retroscena è piuttosto semplice: attualmente gli Orioles, dopo tre apparizioni ai playoff negli ultimi sei anni, navigano nel fondo della classifica divisionale (sono già 34 le partite di distanza dai Red Sox leader) e con il peggior record dell'intera Major League Baseball, 24-62 (.279).Manny Machado

Postseason ormai ampiamente sfumata ed una situazione di spogliatoio non facile: Machado, alla settima stagione con la casacca dei Birds, ha un contratto di un anno ($16M) in scadenza a fine 2018 ed una debacle come una stagione chiusa con oltre 100 sconfitte non sembra certo essere un buon incentivo per mantenerlo a Baltimore.

Il tre volte All-Star sta vivendo, inoltre, uno dei migliori anni della propria carriera, almeno a livello offensivo: triple slash line di .308/.378/.561, 21 HR, 59 RBI ed un incredibile rapporto BB/K di 50/50 (39 BB e 11 IBB). Predicatore, però, in un assoluto deserto.
In questa stagione però qualcosa è cambiato difensivamente: Machado ha giocato tutte le 85 partite disputate come interbase, suo ruolo naturale fin dagli esordi in Minor League, e nessuna come terza base, ovvero come avevamo imparato a conoscerlo con tanto di Platinum Glove Award nel 2013.

Mettendo insieme tutti questi fattori sembra quindi inevitabile l'addio del ragazzo dominico-americano dalla Charm City, ma la domanda ora è quale possa essere la sua nuova destinazione.

Ad oggi, 6 luglio 2018, non vi è ancora una trattativa in fase avanzata, ma ci sono diverse squadre che si sono mostrate parecchio interessate: su tutte Los Angeles Dodgers, Philadelphia Phillies e Arizona Diamondbacks, con Atlanta Braves e Cleveland Indians ad aspettare alla finestra ma, secondo le voci che si rincorrono negli ultimi giorni, leggermente più indietro delle altre tre.

Secondo le prime indiscrezioni i Dodgers avrebbero fatto una super offerta agli Orioles, probabilmente convinti di rinnovare il contratto con Machado oltre i tre mesi rimasti: fonti vicine alla squadra californiana parlano di Alex Verdugo, Yadier Alverez più in terzo giocatore (probabilmente Dustin May, da tempo seguito dagli O's) in cambio di Machado e un'altra pedina, che potrebbe essere Zach Britton.

Dal canto loro i Phillies, i cui tifosi hanno acclamato il proprio obiettivo di mercato nella serie d'interlega appena conclusasi, hanno annunciato che non sarà presa in considerazione una qualunque proposta che coinvolga Zach Eflin, indiziato numero uno dalla dirigenza degli O's se la propria star dovesse accasarsi sotto la Liberty Bell.

Difficile capire ad oggi quale sarà la meta finale di Manny Machado, quel che è certo è che molto difficilmente tra un mese esatto lo vedremo con la maglia degli Orioles.

Foto: washingtonpost.com

USATSI 72731033 anni, 39 milioni di dollari. Per questa cifra Francisco Liriano resterà ai Pittsburgh Pirates. L'annuncio è stato dato dal reporter Robert Murray tramite il suo profilo twitter. Il mancino di San Cristobal quindi si toglie dalla free agent. Decisivo è stato il colloquio durante i Winter Meetings attualmente in corso ad Orlando, Florida.

Dopo una serie di infortuni, Liriano si era trasferito a Pittsburgh per giocare lì nella stagione 2013. In Pennsylvania l'ex asso dei Twins ha ritrovato se stesso risultando autore di una stagione strepitosa. Positivo anche il 2014 dove forse è stato solamente meno fortunato. 

Liriano ritroverà quindi A.J. Burnett come compagno di rotazione oltre a Gerritt Cole, Jeff Locke e Vance Worley.

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