adenhartDi Marco Campanini. QUI l'articolo originale.

Questa è la storia di un ragazzo di nome Nicholas James Adenhart (meglio conosciuto come Nick), nato durante una calda estate del 1986 a Silver Spring, cittadina residenziale del Maryland pochi chilometri da Washington D.C. E' la storia di uno nato per giocare a baseball, figlio di Jim, ex agente dei servizi segreti e di mamma Janet, cresciuto respirando la terra dei piccoli e polverosi campi da baseball con l'erba bruciata dal sole del Maryland. La storia di un giovane uomo che ha dovuto lottare tutta la sua vita contro una maledetta luce rossa che gli voleva togliere tutto. Nick l'ha sempre combattuta e sconfitta per quasi 23 anni, tranne una sera. Una sera che fino a quel momento era stata senza ombra di dubbio la più bella della sua vita.

Che il ragazzo abbia stoffa lo si capisce fin da subito. Gioca nella Little League per la Gehr Constructions prima di lanciare per 6 anni nella PONY League vestendo la casacca dell' Hagerstown per cui, nel 1999, vince il titolo del Maryland District. Negli anni successivi, alla Santa Maria Goretti High School di Hagerstown MD si distingue giocando anche da interbase e da esterno oltre che ovviamente da lanciatore. Seguono poi quattro anni giocati in un piccolo team sponsorizzato dai Baltimore Orioles dove vince un All American Amateur Baseball Association Tournament.

 

Passato poi a Williamsport High, Nick ben presto inizia a fare la differenza. Nelle previsioni pre-Draft del 2004 era considerato tra i top five prospect (addirittura il top junior prospect secondo Baseball America). Ma quella maledetta luce rossa ha cominciato molto presto a perseguitarlo. La prima volta si è fatta viva sotto forma di un terribile infortunio che è sembrato porre in serio dubbio il proseguo della sua carriera. Durante le finali di campionato, davanti ad una marea di scout MLB e giusto un paio di settimane prima del Draft, si rompe i legamenti del gomito lanciando una palla curva. E per un lanciatore, quel tipo di infortunio è particolarmente grave.

Da sicura scelta del primo giro dei draft, Adenhart si deve accontentare di essere scelto dagli Angels al 14° giro, dopo che altri 412 giocatori erano già stati chiamati.

Una mazzata terribile. Nonostante ciò, il nostro Nick non si perde d'animo. Si sottopone ad un delicato intervento di ricostruzione del legamento del gomito (operazione chiamata Tommy John Surgery), e già nella stagione successiva, nel 2005, riesce addirittura a debuttare con gli Orem Owlz in Rookie League, proseguendo poi con una decina di partenze negli AZL Angels in Arizona.

Il recupero della piena funzionalità del braccio procede più che spedito e dopo un paio di ottime stagioni tra singolo e doppio A ai Cedar Rapids Kernels ed Arkansas Travelers, arriva a giocare il 2008 in triplo A nei Salt Lake Bees. Qui sotto un riepilogo dei suoi anni di minor:

YearAgeTmLgLevAffWLERAGIPHRERBBSO
2005 18 Angels ARIZ Rk LAA 2 3 3.68 13 44.0 39 26 18 24 52
2005 18 Orem PION Rk LAA 1 0 0.00 1 6.0 3 1 0 0 7
2006 19 Cedar Rapids MIDW A LAA 10 2 1.95 16 106.0 84 33 23 26 99
2006 19 Rancho Cucamonga CALL A+ LAA 5 2 3.78 9 52.1 51 23 22 16 46
2007 20 Arkansas TL AA LAA 10 8 3.65 26 153.0 158 72 62 65 116
2008 21 Salt Lake PCL AAA LAA 9 13 5.76 26 145.1 173 99 93 75 110
 
 

Si ricomincia quindi a parlare di questo 21enne "scampato" al primo semaforo rosso e che cresce in sicurezza e determinazione. Nel 2007 diviene il primo prospect della Angels Organization e nel 2008 ricompare addirittura nelle prime 25 posizioni dei Top Prospect di Baseball America. Nick si sente sicuro di sé, convinto di avere il futuro nelle sue mani. Ed anche Mike Scioscia , GM degli Angels, si accorge ben presto di lui; il 1 maggio di quella stagione gli affida la partenza nella gara interna contro gli Athletic's, facendolo quindi esordire nella Major League. In quel momento è il più giovane pitcher degli active roster di tutta la MLB. Se si ripensa a quello che solo 4 anni prima aveva dovuto affrontare, tutto questo sapeva già di miracolo!

L'esordio non è sicuramente dei più semplici. Nick si trova scaraventato ai massimi livelli di una squadra che in quegli anni raggiungeva con buona regolarità la post season. Il primo inning fila liscio, con due groundout su Kurt Suzuki e su Daric Burton ed un flyout su Mark Ellis. Ma l'emozione e l'inesperienza di Adenhart si palesano nel secondo inning quando 4 walk, un lancio pazzo e due singoli di Emil Brown e Kurt Suzuki portano 4 punti in cascina per la squadra ospite.

Il successivo walk ed il singolo di Emil Brown all'inizio del terzo inning suggeriscono al buon Scioscia di non rischiare di bruciare il ragazzo, che viene rimpiazzato da Dustin Moseley (il quale, giusto per la cronaca, non fece meglio di Adenhart, con 5 punti e 7 valide subite nei 2 inning lanciati). Ecco i numeri del suo esordio:

RkGcarGtmDateTm OppIPHRERBBSOERAPitStr
1 1 30 May 1 LAA OAK 2.0 3 5 5 5 0 22.50 57 24

Nick non si abbatte di certo davanti a questa prima difficoltà e anche Scioscia capisce che il ragazzo ha solo bisogno di giocare; intravedeva in lui un grande lanciatore, un ottimo prospetto, uno che poteva fare la differenza e che poteva diventare importante nel futuro della sua franchigia.

5 giorni dopo quindi Adenhart si ritrova ad essere schierato ancora come pitcher partente nella gara esterna al Kauffman Stadium contro i Royals. Anche in questa gara purtroppo le difficoltà sono evidenti, anche se rispetto all'esordio va decisamente meglio. Nick chiude con 4.1IP, 5 walk concessi e 3 punti subìti. Lo stesso Mike Scoscia a fine gara dichiara che Nick "ha decisamente imboccato la strada nella giusta direzione" La settimana successiva, il 12 maggio, Scioscia mette ancora in mano la pallina a Nick come partente, e lui inizia a dimostrare il suo talento facendo capire di avere un futuro negli Angels e nella MLB. Ottiene difatti la sua prima (e ahinoi unica) vittoria in carriera contro i White Sox, lanciando 5.2 inning, concedendo 4 punti agli avversari a fronte di 9 valide. La nota dolente sono state le solite basi ball concesse, sintomo di un controllo del lancio ancora da sistemare. Gli Angels decidono così di farlo tornare a giocare nelle minors, dove rimane tutta la stagione in triplo A nei Salt Lake Bees.

Questo il riassunto del 2008 in MLB:

YearAgeTmLgWLERAGGSIPHRERBBSO
2008 21 LAA AL 1 0 9.00 3 3 12.0 18 12 12 13 4

Stagione 2009.

Adenhart sa che quello deve essere il "suo" anno. Sa che se non fosse esploso durante quella stagione sarebbe diventato uno di quei tanti, troppi prospetti che hanno trascorso tutta la loro carriera a spasso tra le minor raccontando i loro "potevo/volevo/credevo". Si era allenato duramente per tutto l'inverno quando i suoi compagni erano in vacanza o mentre passavano qualche settimana in casa con la famiglia. Si era presentato agli Spring Training in piena forma, determinato al massimo per poter convincere Scioscia a farlo entrare in pianta stabile nella rotazione della prima squadra e potersi giocare così la sua grande chance.

Gioca difatti un'ottima pre-season con 6 partenze, 3 vinte, 0 perse, 18 strike out ed un ERA di 3.12.

I suoi sforzi sono ricompensati anche dalla dea fortuna, che mette fuori gioco per l'inizio della stagione John Lackey, Ervin Santana e Kelvim Escobar, proiettandolo addirittura in terza posizione nella rotazione dei pitcher!

L'8 aprile 2009, nella terza gara della stagione, gli Angels affrontano gli Athletic's ad Anaheim in un fresco pomeriggio primaverile. Nick scende in campo come partente. L'apparente tranquillità sul suo volto nasconde l'emozione ed il tumulto che prova nel cuore. Sa che da quella partita può dipendere la stagione e la sua intera carriera. Ma il primo inning non comincia di certo come lui ed i suoi tifosi avrebbero sperato. Nonostante i due walk ed un singolo di Jason Giambi, si salva comunque egregiamente da una situazione di basi piene. Durante il cambio campo, Mike Napoli il suo catcher, gli si avvicina e gli sussurra: "Nick, adesso entra in campo e fammi vedere di cosa sei capace". Il ragazzone di Silver Spring non si fa pregare. Gioca i successivi 5 inning come un veterano, tenendo gli Athletic's a 0 punti segnati.

Lascia il campo con 6IP, 98 lanci, 5 strike-out, 7 valide concesse e con gli Angels avanti 4-0.

Il pubblico esulta, e Nick pensa di avercela fatta, di aver fatto svoltare la sua carriera.

RkDateTm OppRsltIPHRERBBSOERAPitStr
1 Apr 8 LAA OAK L,4-6 6.0 7 0 0 3 5 0.00 98 61

Gli Angels perdono poi quella partita a causa dello scellerato ultimo inning di Brian Fuentes, ma poco importa. Nick Adenhart è a tutti gli effetti da considerarsi un lanciatore da MLB. Quindi....si festeggia!!

Al colmo della felicità, quella sera insieme ai suoi amici Jon, Henry e Courtney si reca nella vicina Fullerton per bere birra e ballare un po', così da poter sciogliere tutta la tensione accumulata nel pomeriggio. Nick è felice e spensierato: il sogno di tutta la sua vita sta rapidamente diventando solida realtà.

Verso mezzanotte i 4 baldi giovani decidono di lasciare il locale dato che il mattino dopo Nick avrebbe subito ripreso gli allenamenti in vista della serie contro i Red Sox.

Ad un isolato di distanza dal locale, un semaforo rosso ferma la Mitsubishi grigia. Nick probabilmente in quel momento guardò quella luce rossa e mai come in quel momento gli sembrò lontano il ricordo di quel primo stop che rischiò di segnare la sua carriera nel 2004. Williamsport High School e il legamento rotto del gomito, in quel momento rappresentavano nient'altro che il passato. La sua bella partita contro gli A's era una magnifica realtà del presente. La notte era dolce, il futuro tutto suo. Nulla avrebbe potuto portarglielo via.

Il semaforo torna verde, la Mitsubishi riparte.

autoEd è proprio allora, amici miei, che interviene il destino: il semaforo rosso dell'altro lato della strada viene ignorato dal minivan guidato dal 22enne Andrew Thomas Gallo, che travolge la Mitsubishi di Adenhart colpendola a 55 miglia orarie con un terribile schianto di lamiere contorte.

Jon si salva miracolosamente dopo un lunghissimo intervento chirurgico. Henry e Courtney muoiono sul colpo. E Nick? Viene trasportato d'urgenza all' Irvine Medical Center in un tentativo disperato di salvargli la vita, appesa a un filo. Combatte con tutte le sue forze, come sempre, ma... non ce la fa, dichiara partita vinta alla luce rossa e muore sotto i ferri.

L'investitore Andrew Thomas Gallo viene catturato mezz'ora dopo l'incidente, mentre scappava a piedi. Non avrebbe dovuto essere al volante, la sua patente era stata sospesa pochi giorni prima sempre per lo stesso motivo: guida in stato di ebbrezza.

Il baseball ci regala sogni, ci regala emozioni, ci regala storie di ogni tipo. Storie buffe, storie bizzarre, storie di vittorie e di sconfitte, storie di vite vissute e di vite spezzate. E questa era la storia di Nick, un ragazzo del Maryland che aveva un sogno. Un sogno troncato all'inizio del 9 aprile 2009 da quella maledetta luce rossa.

stadio

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