Nel numero di Baseball Clipper di inizio stagione avevo redatto una breve preview della Nippon Professional Baseball 2019 che sarebbe stata. Giunti al giro di boa della stagione, con l'All Star Series disputatasi e che ha visto una vittoria per parte tra Pacific e Central League, andiamo ad analizzare l'andamento delle previsioni di inizio anno, partendo dalla Pacific League. 

Fukuoka SoftBank Hawks
Previsione inizio stagione: 1° posto Pacific League
Rendimento 2019: 48-32-4, 1° posto Pacific League

In Giappone negli ultimi anni esiste una costante, ed è quella di vedere gli Hawks sempre davanti a tutti: solo una squadra (o meglio, un giocatore che oggi potete ammirare ad Anaheim) negli ultimi cinque anni è riuscita a togliere loro lo scettro, e se nella preview di questo 2019 parlavamo di possibile pancia piena a Fukuoka ci hanno decisamente smentito. Leader in Pacific League e vincitori della speciale classifica dedicata agli scontri d'interlega (11-5-2), gli Hawks sembrano volare ad alta quota e se non fosse per il pessimo – quanto difficilmente spiegabile – record contro i Marines (3-9-0) il vantaggio sarebbe addirittura maggiore.
Matsuda e Despaigne hanno scollinato entrambi oltre quota 20 fuoricampo (mentre a Gracial ne manca ancora uno per unirsi al club), e sono i due membri del lineup con una wRC+ degna di nota (137 entrambi), ma dove la formazione del manager Kubo eccelle realmente è in altre fasi di gioco, a partire dalla difesa: a 36 anni Uchikawa è uno dei migliori difensori della Lega, mentre Takuya Kai – descritto a inizio anno come il miglior catcher difensivo di tutto il Giappone – non sta tradendo le aspettative.
Manca però all'equazione il piatto forte, che fa di una squadra buona i principali candidati all'ennesimo successo degli anni '10. Il monte di lancio degli Hawks può fare affidamento su Kodai Senga, autore di 14 quality starts (su 15 partenze totali) e capace di costruire un record di 9-2 con 138 K in 105 riprese per una media ERA di 1.97 e la migliore WAR (3.9) e FIP (2.92) tra tutti i lanciatori. La serrata lotta contro il rifiuto al sistema di posting del proprietario degli Hawks Yoshimitsu Goto non sta producendo alcun risultato e Senga, 26 anni, dovrà aspettare il 2023 per poter giungere in Major League, a meno di firmare da altre parti del Giappone quando diventerà domestic free agent (dopo il 2020) con la promessa di essere postato.
Dietro alla stella più brillante dell'intera isola stanno dando risposte positive anche i giovani Kotaro Ohtake, prodotto della prestigiosa Waseda University (5-2, 2.88 ERA, 1.10 WHIP) e Rei Takahashi (8-2, 3.11 ERA, 1.16 WHIP).
Nel bullpen non è ancora rientrato il closer Dennis Sarfate, già costretto a saltare tutto il 2018, e le redini sono state prese con buoni risultati da Yuito Mori (19 salvezze) e Livan Moinelo (20 holds).

 

Hokkaido Nippon-Ham Fighters
Previsione inizio stagione: 3° posto Pacific League
Rendimento 2019: 41-39-4, 2° posto Pacific League (7.0 GB)

Chiamati, ma non costretti, a confermare lo straordinario posto ai playoff dello scorso campionato i ragazzi terribili del freddo nord hanno iniziato la stagione con il piede giusto, capitanando al giro di boa quel trenino di quattro squadre racchiuse in meno di due partite.
Loro, gli unici a intromettersi nella dittatura Hawks degli ultimi anni, sono una delle squadre con il gioco meglio organizzato del campionato: sono ben quattro i giocatori del lineup con una media battuta superiore a .280 e grande capacità di ottenere basi su ball (Kensuke Kondoh, Haruki Nishikawa, Taishi Ohta e Po-Jung Wang); loro quattro insieme hanno collezionato appena 19 fuoricampo, gli stessi di Sho Nakata, l'uomo chiamato a capitalizzare lo “small ball” dei Fighters (già 60 gli RBI per lui).
Dietro ai cinque uomini-cardine dell'attacco la squadra non sfigura nemmeno per la disposizione in diamante: l'infielder tuttofare Nakashima è uno dei due migliori interni difensivi della Pacific League ed è il pilastro, insieme a Ohta all'esterno destro, di una difesa che vede nel rendimento di Nishikawa all'esterno centro, nonostante l'ottima gamba testimoniata dalle 14 basi rubate, forse il vero tallone d'Achille.
Sul monte di lancio Kohei Arihara si sta confermando ogni anno di più un asso della rotazione: 9 vittorie ottenute (le stesse di Senga), con una media ERA di 2.23, 11 QS, 0.90 WHIP e 102/22 di K/BB ratio in 97 inning lanciati. Prestazioni da grande campione, così come convicenti sono quelle di Naoyuki Uwasawa, altro ragazzo giovane ma con diversi anni in NPB già alle spalle che con 3.15 di media ERA si sta confermando numero due in un parco lanciatori attualmente il migliore in Pacific League per BB/9 e H/9, aiutati anche dalle ottime prestazioni di Akiyoshi e Miyanishi in uscita dal bullpen. Da segnalare l'esordio in prima squadra di Kosei Yoshida, il 18enne prodigio capace di ottenere una vittoria nella sua prima uscita contro i Carp.

 

Saitama Seibu Lions
Previsione inizio stagione: 2° posto Pacific League
Rendimento 2019: 41-40-1, 3° posto Pacific League (7.5 GB)

Certamente indebolitasi dopo le cessioni dell'ultimo inverno – specie quella di Kikuchi destinazione Seattle, Stati Uniti – la compagine della prefettura di Saitama è comunque potuta ripartire da alcuni soliti noti per non perdere nemmeno quest'anno il titolo di contender.
Shogo Akiyama e Tomoya Mori sono i primi due nomi che vengono in mente: entrambi capaci di battere sopra quota .300 (con il primo già a quota 110 valide) e di offrire a Yamakawa, leader in tutto il Giappone per fuoricampo (29) ed RBI (72), corridori sulle basi da portare a casa, il più delle volte con successo. I Lions segnano una media di 5,16 punti a partita ed è il principale indicatore dell'attacco più produttivo dell'intero Sol Levante (14.6 WAR). Oltre ai tre nomi già citati la profondità offensiva è data anche da Nakamura (66 RBI, dietro solo al compagno di squadra), Tonosaki (15 HR, 59 RBI) e Genda, che con 94 valide si dimostra anche un'efficace pedina offensiva oltre che “quell'altro” quando poco sopra di parlava delle prestazioni difensive di Nakashima ai Fighters.
Con 87 basi rubate i Lions sono inoltre la squadra dotata del miglior baserunning, classifica guidata da Yuji Kaneko (28 SB) davanti a Sosuke Genda (21), e per completare la top 5 della Pacific League fa capolino anche Shuta Tonosaki (15).
Le note più dolenti vengono però dal monte di lancio: ultima squadra nella Lega per WAR (10.5) e K% (15.9%), con l'attacco che spesso crea il run support adatto per i partenti. Emblematico in questo senso il caso di Kona Takahashi, quarto per vittorie in Pacific League (7) ma con una media ERA di 4.82. È Tatsuya Imai il leader della rotazione, ma con numeri poco esaltanti (5-7, 3.99 ERA, 65/47 K/BB ratio in 85.2 riprese) e “gonfiati” da un complete game shutout ottenuto a inizio maggio contro i Golden Eagles.
Nel bullpen le prestazioni di Hirai e Masuda convincono, ma non è una coincidenza il fatto che quest'ultimo vanti il più basso numero di salvezze tra i closer in PL (12): a Saitama o si vince per blowout grazie all'attacco oppure si fa sempre più dura.

 

Tohoku Rakuten Golden Eagles
Previsione inizio stagione: 4° posto Pacific League
Rendimento 2019: 40-40-2, 4° posto Pacific League (8.0 GB)

Permettetemi in questo caso di invertire lo schema che ho seguito finora per analizzare squadra per squadra, per un motivo molto semplice. A inizio anno avevo indicato un principale grande spartiacque nella stagione delle Aquile del nord-est: Yuki Matsui, il closer uscito da un annus horribilis nel 2018 e su cui mi interrogavo circa la sua reazione. Le 24 salvezze e i 70 strikeouts (in 43.1 inning) fin qua ottenuti parlano chiaro, a Sendai è tornato il proprio leader del bullpen.
Con questo clima mi sarei aspettato – e mi aspetto – un posto ai playoff per i Golden Eagles, specie dopo aver ben retto per metà campionato con il solo Manabu Mima come nome di prestigio in rotazione, che con un record di 5-3, 4.06 ERA e 64 K in 82 inning ha retto in qualche modo prima del rientro dall'infermeria di Takayuki Kishi (attualmente viaggia con 3.75 di ERA in 50.1 IP) e soprattutto dell'ace Takahiro Norimoto, autore di 6 shutout innings all'esordio stagionale con 6 K e con sempre più insistenti voci che lo vorrebbero in Major League attraverso posting fee alla fine di quest'anno, con forti smentite da parte della dirigenza.
L'attacco, trascinatore in questo avvio, si è appoggiato sulle spalle di Hideto Asamura – arrivato in inverno dopo una lunga militanza nei Lions – e Jabari Blash: i due, nonostante precentuali di strikeout oltre il 26% per entrambi, hanno mostrato grandi cose collezionando 38 fuoricampo insieme (52 se si aggiungono quelli di Zelous Wheeler). L'ex Padres e Angles ha inoltre portato a casa 62 punti e inanellato una OPS di .999, la migliore nella Lega.
Prestazioni importanti anche quelle di Eigoro Mogi (100 valide, l'unico insieme ad Akiyama ad essere già in tripla cifra), elemento più importante della squadra anche in fase difensiva, e Ginji Akaminai (88 valide e soli 28 K subiti).


Chiba Lotte Marines
Previsione inizio stagione: 5° posto Pacific League
Rendimento 2019: 39-40-2, 5° posto Pacific League (8.5 GB)

Il discorso in quel di Chiba è molto simile a quello che si fa poco più a ovest, a Saitama. L'attacco trascina la squadra a suon di valide molte delle quali firmate T.(akashi) Ogino che con una media battuta di .330 è leader nazionale (a cui aggiunge anche 18 basi rubate), oppure con i fuoricampo (24) di “Sushi Boy” Brandon Laird che dopo i Fighters ha voluto continuare l'avventura in Giappone. O ancora, per proseguire, con la miglior stagione di una (grande) carriera come quella di Daichi Suzuki, eletto MVP del mese di giugno, il qualesta battendo con una wRC+ di 152.
L'aggiunta di Laird e vari exploit che rendono i 12 home runs battuti sia da Suzuki sia da Nakamura già career-high a metà luglio hanno aggiunto grande potenza alla squadra che sta rendendo molto bene nel box di battuta, ma non altrettanto in difesa (spiccano in positivo l'esterno Kakunaka e l'interno Nakamura) e soprattutto sul monte di lancio, in particolar modo per i troppi fuoricampo concessi agli avversari (1.15 HR/9).
Fin troppo evidente il crollo di Mike Bolsinger, che dopo un ottimo primo anno nel 2018 sta faticando moltissimo a ritrovare quelle prestazioni e attualmente viaggia con una media ERA di 5.31 e 13 HR concessi in 62.2 IP (lo scorso anno furono 7 in 117.2 riprese). Ciò ha fatto in modo di spostare il peso sulle spalle di Kota Futaki (6-5, 3.40 ERA, 86 K in 90 inning) ed Hideaki Wakui (3-5, 4.14 ERA, 66 K in 82.2 IP), con quest'ultimo estremamente propenso a far volare le palline avversarie anche all'apice della propria carriera e troppo discontinuo. Confortanti invece le uscite del giovane classe '96 Daiki Iwashita, il qualche ha la miglior WHIP di tutta la Lega, appena 0.78.
In uscita dal bullpen il problema dei punti subiti non cambia, nonostante le buone cifre in termini di salvezze e holds per Naoya Masuda, Sakai e Kawakawa. Diversi problemi di controllo invece per l'ex-Rangers (ed un passato già in Giappone) Brandon Mann.
I Marines in questo 2019 si sono dimostrati di essere in grado di fare grandi cose – e l'incredibile record positivo contro gli Hawks lo dimostra – ma occorre fin da subito continuità dalla pedana di lancio, per evitare, come successo lo scorso anno, di sprofondare nel baratro nella seconda parte di stagione.

 

Orix Buffaloes
Previsione inizio stagione: 6° posto Pacific League
Rendimento 2019: 36-42-5, 6° posto Pacific League (11.0 GB)

A Kobe la musica sembra ormai uguale da diverso tempo, senza trovare ancora risposta per lottare ad un piano più alto in Pacific League. La formazione è la peggiore di tutto il Sol Levante per media battuta (.234) e solamente tre elementi battono al di sopra di .250: Masataka Yoshida, che se lontano dall'infermeria si conferma un'arma importantisisma, Koji Ohshiro e Shuhei Fukuda (omonimo del giocatore degli Hawks), con i tre che hanno portato in dote 93 dei 278 RBI totali della squadra, che con 55 HR (15 dei quali battuti dal solo Yoshida) si pone all'ultimo posto in tutta la Nippon Professional Baseball al pari dei Tigers. Se c'è un aspetto offensivo in cui i Buffaloes brillano questo è sicuramente il baserunning: 77 basi rubate totali, capitanati da Fukuda (19) e Ohshiro, con quest'ultimo che ha però la peggior media tra i top-10 per rubate riuscite (52.9%).
Delude soprattutto Okada, fermato da qualche problema fisico e con un solo fuoricampo arrivati all'All-Star Break, una produzione non sufficiente per chi in carriera per ben due volte ha scollinato oltre quota 30.
In difesa la squadra si aggrappa alle giocate del seconda base Nishino, ma soprattutto alle grandi prestazioni provenienti dal monte di lancio, dove l'asso Yoshinobu Yamamoto è secondo in PL per WAR (3.4) e primo per media ERA (1.92); la rotazione di assoluto valore comprende anche Tsubasa Sakakibara e Taisuke Yamakoka: in tre sono riusciti a lanciare 30 quality starts in questo avvio di stagione (10 ciascuno) e nessun'altra formazione vanta ben tre nomi in doppia cifra.
Sakakibara vanta una WHIP di 0.79, Yamamoto di 0.96 e Yamaoka di 1.03 – anche in questo caso non si registrano terzetti altrettanto dominanti – con questi ultimi due che insieme hanno messo a referto anche 171 strikeouts.
Anche dal bullpen i segnali sono ottimi: Hirotoshi Masui (10.7 K/9), Taisuke Kondo (11.8 K/9), Tyler Eppler (1.6 BB/9, 79.5% di corridori lasciati in base), Brandon Dickson (5.1 H/9) danno estrema profondità a quello che inizio anno avevamo descritto come il reale punto di forza di Orix.
I tanti segnali positivi del monte di lancio devono però trovare supporto da un attacco manchevole, e per quanto l'ultimo posto sia attualmente loro il treno playoff è ancora alla portata.

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